Nervosismi meteorologici

Abbiamo avuto la primavera più corta e più triste degli ultimi millantamila anni, o forse non l'abbiamo avuta affatto.

Abbiamo affrontato marzo, aprile e maggio fasciati in trench scuri ben allacciati e con pesanti stivali idrorepellenti ai piedi, mentre deliziosi sandaletti e abitini frou frou giacevano, infelici, in armadi e cantine.
Abbiamo assistito impotenti allo spegnimento dei riscaldamenti domestici, per poi morire di freddo inutilmente avvoltolati nei piumoni.
Abbiamo starnutito, tossito, tremato, sofferto.
Poi finalmente ci sono stati due (DUE!) giorni di sole.
Finalmente ci si sono asciugate le ossa, finalmente ci siamo tolti, un po' timidamente, le calze, ed abbiamo provato l'ebbrezza di uscire senza giacca.
E ora c'è già un sacco di gente che si lamenta per il caldo.
Allora cari, io ho controllato: oggi è lunedì, e per mercoledì è già previsto il ritorno del cattivo tempo, che durerà per giorni e giorni e giorni. E allora spero che i fulmini che avete tanto bramato vi trafiggano con millimetrica precisione. Ché poi io vorrei rimettermi la gonnellina e godermi l'estate.

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