Era così

L’aria era così fredda da costringermi a scendere dal letto di corsa, ancora al buio, per chiudere anche quell’unico spiraglio aperto.

Il cielo era nero, attraversato da nuvole minacciose, e mentre l’osservavo cercavo di ricordare dove fossero finite le scarpe chiuse e la giacca.

Per la prima volta dopo tanto tempo accendevo la stufa nel bagno, e mi preparavo in fretta; poi uscivo vestita in modo un po’ approssimativo, metà carne metà pesce, un po’ estate e un po’ autunno.

Mentre correvo sotto la pioggia l’acqua fredda mi entrava dappertutto, nel bavero un po’ alzato, nelle scarpe, e raggiungevo la stazione della metropolitana sgocciolante, e stupita.

Era il 7 settembre, ed era autunno.

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