Most dangerous….

Negli anni ’80 leggevo Kerrang!, e mi ricordo benissimo un articolo intitolato “Mötley Crüe: the Most Dangerous Band in the World!”.

E via, pagine e pagine con foto eloquenti a descrivere uno stile di vita totalmente assurdo, party, alcol, donne, tonnellate di droghe pesanti.

Poco meno di 10 anni dopo, sempre Kerrang!, articolo praticamente uguale ma questa volta The Most Dangerous Band in the World erano i Guns’n’Roses.

Stessi party, stesso alcol, stesse donne (in termini quantitativi, ché erano le sorelline di quelle di 10 anni prima), stesse montagne di droghe.

E adesso che è passato tanto tempo, eccoli qua, i most dangerous leaders di quei gruppi, a congratularsi a vicenda di essere scelti come esempi positivi di pulizia e sobrietà da presentare ai giovani con problemi di dipendenza.

Times change, my friends (e meno male, ché io francamente li preferisco vivi)

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3 risposte a “Most dangerous….

  1. certo, meglio vivi che morti, però bisognerebbe far capire loro che senza droghe e alcol è meglio non produrre album che sono poveri (per esser buono) di spunti anche solo accettabili. Gli ultimi lavori di guns e motley crue (ma anche skid row senza bach etc) fanno semplicemente schifo, quindi: ok, statevene nelle vostre cazzo di ville losangeline a grattarvi la panza che v’è cresciuta in questi anni e lasciateci i ricordi di quando sul palco spaccavate il culo a tutti con le varie girls girls girls, rocket queen e youth gone wild!
    🙂

    • Non erano bravi perché si drogavano, ma perché erano giovani. Dr Feelgood è uscito quando Sixx era sobrio e probabilmente è il loro lavoro migliore. Però adesso ha 50 anni (e comunque a me i Sixx A.M. piacciono, sarà che invecchio anch’io).

      • fabriziomagno

        un po’ come i poeti maledetti che con aiuti extra riusciva a creare quello che hanno creato, senza probabilmente sarebbero stati meno efficaci. Sinceramente non credo sia un fatto unicamente legato alla gioventù, altrimenti l’equazione semplice sarebbe “sei giovane e produci musica di qualità, invecchi e rendi meno”. Tanti gruppi e musicisti con il passar degli anni hanno stravolto e migliorato il songwriting – maturità? miglioramenti tecnici? ovviamente non mi è dato saperlo 🙂 – mentre loro, forse anche a causa dell’enorme popolarità e soldi/donne/vizi vari si sono persi. Poi ovviamente è unicamente un fatto di gusti personali, ma io i motley crue post 1987 non riesco proprio ad ascoltarli. Magari è solamente un fatto di “magia”, quell’aria che si respirava negli anni ’80 e poi, una volta arrivati i ’90, è andato (quasi) tutto a puttane.
        Cmq piacevolissimo discutere di musica con te 🙂

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