Archivi categoria: Piccole Felicità Improvvise

Le cose belle

Lungi da me infilarmi nel tunnel dei #100HappyDays, ché del resto già averne uno è una cosa preziosa, però oggi:

  • Mi sono svegliata in montagna con la spalla ragionevolmente in ordine dopo una giornata di visite e scrocchiamenti, e ho fatto una meravigliosa colazione con pane e burro salato e tanto caffè.
  • Invece di dover cambiare 3 treni trascinandomi dietro la valigia ho ricevuto un comodo passaggio e sono arrivata a casa molto prima del previsto.
  • E quindi ho potuto passare il pomeriggio con una persona adorabile che avevo tanta voglia di rivedere.
  • Sono andata al Castello a guardare le rondinone plasticone colorate e quella bella vasca d’acqua che per motivi incomprensibili nessuno nota mai. E i gattoni nel fossato.
  • Ho scoperto che esiste lo sparapringles e mi sono lasciata offrire patatine piccanti calde in mezzo alla strada
  • Ho seminato gocce di gelato sciolto per tutta piazza del Duomo, come nei momenti migliori della mia infanzia
  • Ho comunque avuto il tempo ti tornare a casa per fare tutti i preparativi per la festa di domani, e per commuovermi pensando agli sposi ❤
  • E adesso mi godo il fresco, dopo il temporale.

Ogni tanto ci sono giornate così. Buonanotte.

Coincidenze?

Mattino, ultimo colloquio con lo psicologo messo a disposizione dall’azienda nella speranza che non ci suicidiamo in massa.

Ripercorrendo tutto quel che ci siamo detti durante il percorso fatto insieme, e i risultati raggiunti (infatti ancora non mi sono ammazzata), lo psicologo ricorda che durante il primo incontro, quello durante il quale avevamo analizzato la mia situazione per decidere insieme su cosa concentrarci, io avevo detto che sempre più spesso sento la mancanza della possibilità di essere creativa e di esprimere liberamente la mia personalità.

Lui ritiene che si tratti di una faccenda molto seria e mi esorta a trovare lo spazio per scrivere, disegnare, arredare, o qualunque cosa sia quel che mi piace fare. Anche solo per pochi minuti al giorno, ma farlo, per carità (*)

Pomeriggio, riunione aziendale di team building.

Dopo essere stati deportati fuori città come si conviene per questi tipici riti tribali del capitalismo moderno (oddio moderno, boh, facciamo contemporaneo), scopriamo che la nostra prima missione sarà elaborare alcuni concetti in forma artistica, e nello specifico producendo in gruppo due quadri che rappresentino due diverse facce dei concetti medesimi.

Mentre il gruppo discuteva su cosa disegnare io mettevo giù dei bozzetti sul blocco per gli appunti. Visti i miei disegnini, i soci mi hanno chiesto di riportarli sulla tela; poi di preparare i colori; poi di dipingere le parti più complicate. Alla fine la grande idea, “qui manca qualcosa, ci vuole un leopardo delle nevi, lo sai fare il leopardo?”

Non so come, ma in 10 minuti ho prodotto un leopardo (anni di Snow Leopard dovevano per servire a qualcosa), e per giunta alla fine gli artisti (veri) chiamati a giudicare i lavori hanno decretato che la nostra opera era la migliore sia in termini di composizione che di esecuzione.

Tutto questo a secoli di distanza dall’ultima volta che avevo disegnato qualcosa, e infatti ero la più stupita di tutti. Ma soprattutto, mi sentivo BENE.


(*) Quindi se sto qui ad ammorbarvi nuovamente con le mie cazzate è solo colpa sua. Se volete picchiarlo vi capisco, ma non chiedetemi l’indirizzo.

E un fulgido futuro

Non ci posso credere: oggi, per la prima volta da secoli, NON ho:

  • i dolori alle ossa ex-rotte
  • i dolori ai muscoli strapazzati dalle ossa ex-rotte
  • la cervicale
  • il virus gastroenterico
  • la nausea
  • la febbre
  • la fretta, l’ansia, le paturnie, la tensione, lo spleen

insomma, STO BENE. Se adesso si scopre che chi sta bene a capodanno sta bene tutto l’anno, siamo a cavallo!

a cavallo

Video

Il cielo è di tutti

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.

(Gianni Rodari)

Cose da fare almeno una volta nella vita #1

  • andare in un posto dove sono esposti dei mobili. va bene anche un negozio, ma è decisamente preferibile una grande e prestigiosa esposizione di mobili estremamente fighi, costosissimi e di design.
  • aspettare un momento di grande affollamento, con preferenza per le folle costituite da persone fighe, costosissime e di design, almeno quanto i mobili.
  • dirigersi verso l’armadio più figo, costoso e di design di tutta la baracca.
  • aprire le ante dell’armadio, infilare la testa all’interno e urlare PER NARNIAAAAAAAAA!!!!!!!
  • uscire dall’esposizione, con aria seria e composta.

Amo leggere

Sto amando molto il nuovo libro di J.K. Rowling, “The Casual Vacancy”.

L’ho cominciato da poco, e quindi non sono in grado di dare giudizi complessivi, ma posso dire un paio di cose che mi piacciono.

Mi piace il coraggio di scrivere qualcosa di completamente diverso da quel che tutti si aspettavano, forse, da lei, da quel che l’ha resa famosa e ricchissima e adorata. Dalle avventure fantastiche dei giovani maghi alle controversie squallide e classiste tra paesi della campagna inglese, da un linguaggio “per famiglie” a uno per adulti, dalla lotta tra il Bene e il Male alle piccole, stupide battaglie del mondo vero, in cui nulla è così grande da meritare la maiuscola, e ci sono solo persone come quelle che si incontrano tutti i giorni: meschine, egoiste, ottuse, ridicole.

E mi piace leggere un libro scritto veramente bene, in cui bastano un paio di parole, che paiono appoggiate lì per caso, per aprire tutto il mondo di un personaggio, svelarne l’intimo abisso, per poi passare con nonchalance a descrivere altro. Detesto i libri scritti in modo sciatto, e questo di sicuro non lo è.

Per il resto, aspetto di arrivare in fondo.

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Il silenzio non esiste

  • bambini che strillano
  • i motori delle automobili
  • il cellulare che vibra
  • persone che parlano, in lingue diverse
  • i lavori in cortile
  • gli uccellini cip cip
  • una portiera che sbatte, passi, il baule che si apre e si richiude, altri passi
  • i cani che abbaiano
  • l’avviso di mail in arrivo
  • una radio accesa dietro a una finestra
  • un uomo al citofono, “sono il tecnico per il controllo”
  • un oggetto di plastica sbattuto dal vento contro l’asfalto
  • le lancette dell’orologio
  • la tipica suoneria di un vecchio samsung, poi “ciao” e una conversazione che tutti gli occupanti delle case intorno alla corte possono ascoltare.

Mi sono concessa qualche minuto di meditazione in silenzio, questa mattina.

Ma il silenzio non esiste.