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Domande, domande, domande

  • sono naturali?
  • perché non vuoi viaggiare?
  • hockey su ghiaccio?????????
  • ma tu mangi?
  • come fai a farle crescere così?
  • ma in montagna non ti annoi?
  • perché i teschi?
  • ma al mattino ti pettini?
  • quante scarpe hai?
  • perché non hai la macchina?
  • ah sei vegana? sei vegetariana? Perché mangi così?
  • perché le borchie?
  • oddio Proust!!!!! Ma non è noioso?
  • ti spiace se io invece prendo la bistecca?
  • davvero ti piace quella musica lì?
  • altri libri???
  • ma non hai caldo?
  • e da dove le prendi le proteine?
  • ma non dormi mai???
  • come fai, tutti i giorni sui mezzi pubblici? [con aria di sincero ribrezzo; del resto, sui mezzi pubblici c’è gente come me]
  • e se lo mangi cosa ti succede?
  • ma sai almeno pattinare?
  • e il pesce? e le proteine vegetali?
  • ancora quella canzone???

 

i have noticed

[Post in progress.]

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New Year Resolution

New Year Resolution

Citazione

“You want a phy…

“You want a physicist to speak at your funeral. You want the physicist to talk to your grieving family about the conservation of energy, so they will understand that your energy has not died. You want the physicist to remind your sobbing mother about the first law of thermodynamics; that no energy gets created in the universe, and none is destroyed. You want your mother to know that all your energy, every vibration, every Btu of heat, every wave of every particle that was her beloved child remains with her in this world. You want the physicist to tell your weeping father that amid energies of the cosmos, you gave as good as you got.

And at one point you’d hope that the physicist would step down from the pulpit and walk to your brokenhearted spouse there in the pew and tell him that all the photons that ever bounced off your face, all the particles whose paths were interrupted by your smile, by the touch of your hair, hundreds of trillions of particles, have raced off like children, their ways forever changed by you. And as your widow rocks in the arms of a loving family, may the physicist let her know that all the photons that bounced from you were gathered in the particle detectors that are her eyes, that those photons created within her constellations of electromagnetically charged neurons whose energy will go on forever.

And the physicist will remind the congregation of how much of all our energy is given off as heat. There may be a few fanning themselves with their programs as he says it. And he will tell them that the warmth that flowed through you in life is still here, still part of all that we are, even as we who mourn continue the heat of our own lives.

And you’ll want the physicist to explain to those who loved you that they need not have faith; indeed, they should not have faith. Let them know that they can measure, that scientists have measured precisely the conservation of energy and found it accurate, verifiable and consistent across space and time. You can hope your family will examine the evidence and satisfy themselves that the science is sound and that they’ll be comforted to know your energy’s still around. According to the law of the conservation of energy, not a bit of you is gone; you’re just less orderly.

Amen.”

Aaron Freeman

Addio pràivasi bella

Qui giace l’ultimo patetico frammento della mia già scarsa privacy, ucciso da bitstrips e dalla spensierata sconsideratezza dell’utente medio dell’internezzz.

Una specie di follia collettiva ha contagiato quasi tutti i miei amici, che si sono messi a rappresentare se stessi in questi fumettini e a impestare coi fumettini medesimi le timeline proprie e altrui – e fin qui, niente di male.
Solo che un giorno nel fumettino di una mia amica sono comparsa anche io: col mio nome e cognome (quelli veri), aspetto e abbigliamento simili ai miei. A questo punto ero ancora tranquilla, poteva essere una comparsata e morta lì.

Invece nei giorni successivi quella tipa disegnata col mio nome e cognome ha cominciato a comparire nei fumetti di diversi altri amici, ciascuno dei quali mi faceva vestire come piace a lui, mi faceva dire quel che voleva lui, mi metteva in situazioni che piacciono a lui, e così via. Il tutto senza che io avessi mai anche solo aperto per curiosità l’app che fa i fumettini, e soprattutto senza che MAI avessi dato il permesso ad essere usata come burattino nelle storie degli altri.

La cosa ha cominciato a darmi parecchio fastidio, fastidio che si è trasformato in carogna quando mi sono trovata in un fumetto a dire stupidaggini che la vera me mai e poi mai si permetterebbe. A questo punto ho chiesto gentilmente a chi aveva creato il mio pupazzetto di eliminarlo, e qui è cominciata la parte più divertente: NON SI PUÒ.

Visto che a quel punto io ero piuttosto alterata, e l’amica che aveva creato il mio pupazzetto mortificata, diversi utenti di bitstrips amici miei hanno scritto ai fumettari medesimi chiedendo come fare per uccidere il mio stupido avatar: tutti hanno ricevuto lo stesso messaggio preconfezionato, che non rispondeva affatto alla loro domanda.

Si è scoperto che in teoria quando tizio A vuole creare il fumettino di tizio B, tizio B dovrebbe ricevere una richiesta di autorizzazione, ma né io né un’altra amica alla quale stava capitando la stessa mia sorte abbiamo mai ricevuto nemmeno un avviso, figuriamoci una richiesta di autorizzazione.
Si è scoperto che quando persone molto serie, coscienziose, colte, per bene e adulte leggono il messaggio “per continuare devi dare a bitstrips il permesso di prendersi tutte le info dei tuoi amici dalla tua rubrica” gioiosamente rispondono di sì, perché loro vogliono giocare e il giochino gli pare un compenso ragionevole per i dati privati di tutti i loro contatti.

Morale della favola:
– chiunque può dare il mio nome e le mie fattezze alle proprie smanie di fare il buffone o di dire e rappresentare delle schifezze, e io non mi posso opporre;
– chiunque, ad esempio, può mettermi accanto al fumettino di un mio amico gay e farmi dire “frocio di merda”, e io non mi posso opporre;
– mentre la mia bacheca di facebook è protetta da un ragionevole livello di riservatezza, quelle di molti miei contatti sono pubbliche, e loro ci possono pubblicare fumetti in cui una con la mia faccia, il mo nome e il mio cognome dice cose che io non condivido, e io non mi posso opporre;
– quando quei fumettini del cazzo vengono diffusi qua e là probabilmente molti pensano, visto che io sono la protagonista, che li abbia fatti e autorizzati io, che invece il più delle volte non li ho nemmeno visti – e io non mi posso opporre.

Sono veramente incazzata. È andata a finire che il mio pupazzetto, non potendo essere eliminato, è stato reso irriconoscibile da chi lo aveva disegnato (“adesso sei una specie di Balotelli”, pensa che fortuna), e io ho postato ovunque un fermo invito a non ficcarmi più in quei fumetti del cavolo.

Spero che prima o poi (più prima che poi, please) qualcuno esperto in materia di leggi sulla privacy faccia porre fine a questa porcata; until then, se il mio fumetto vi offende sappiate che NON SONO IO.

A brief note

note to self:

avere in casa grosse palle al posto di sedie non è cosa buona, quando si beve tanta vodka.

ciao.

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2012: Consistency

2012: Consistency

Tutto quel che ho da dire sul 2012, e su più o meno tutti gli anni che lo hanno preceduto.

Citazione

Life will break you. Nobo…

Life will break you. Nobody can protect you from that, and living alone won’t either, for solitude will also break you with its yearning. You have to love. You have to feel. It is the reason you are here on earth. You are here to risk your heart. You are here to be swallowed up. And when it happens that you are broken, or betrayed, or left, or hurt, or death brushes near, let yourself sit by an apple tree and listen to the apples falling all around you in heaps, wasting their sweetness. Tell yourself you tasted as many as you could.

-Louise Erdrich

Taste life