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Che strano, che bello, che fatica.

Che giornata assurda, questa…

Al mattino, il caos, i mobili da spostare, i traslochi, noi confusi, soli, le tante domande a cui non sappiamo rispondere,  nessuno a cui rivolgerci per capire come andare avanti.

Il pomeriggio un funerale tragico, una morte assurda, inaccettabile, l’amico distrutto, lo stordimento che rende incapaci di formulare pensieri, di trovare parole.

La sera il regalo meraviglioso di un lavoro recitato splendidamente, un piccolo gruppo di amici, un ambiente accogliente, rivedere persone, godere di nuovo il potere della parola che sembrava impossibile da ritrovare fino a due ore prima, farsi coraggio insieme.

Che strano, che bello, che fatica.

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Benvenuti

Qui non c’è niente di serio, fondamentale, sublime, utile o artistico.

Non è un blog di informazione, non vi si fa politica, né poesia, né letteratura. Ci sono solo i pensieri casuali di una tizia qualunque, che per fortuna non ha l’auto, visto che metà dei post sono ispirati dalla gente che incontra in metropolitana.

Spesso non c’è niente di nuovo da leggere perché la titolare si lascia travolgere da lavoro, pigrizia, gite in montagna e blocco della scribacchina.

Le immagini tendono ad essere foto sbilenche fatte col cellulare.

Eppure, nonostante tutto, ogni tanto passate di qui, leggete, commentate. Siete generosi e gentili.

Benvenuti in questa casa.

Lingua perduta

Due persone si incontrano, si conoscono, si apprezzano, fanno un lungo tratto di strada insieme. Può essere un amore, un’amicizia, il rapporto con un maestro, una collaborazione lavorativa intensa.

Si sviluppa una lingua speciale, un codice, parole e gesti comuni ed esclusivi, un vocabolario per due persone sole, intenso, vivo.

E quando il rapporto finisce, “Mi sentivo sulle spalle tutto il peso di una lingua perduta”.

La parte più dolorosa della perdita, a volte.

Libero chi?

Naturalmente ci rendiamo tutti conto che questo ragazzo non è un criminale incallito che passa il tempo libero a progettare omicidi, bensì un idiota dotato di pessime maniere, che per un momento di nervosismo violento e inconsulto ha buttato la propria vita (e quella di parecchie altre persone) nel cesso.
Tuttavia vorrei proprio sapere quanto piacerebbe, ai suoi amici, vedere andare libero per strada uno che avesse ucciso a cazzotti la loro mamma, sorella, fidanzata. Io sono più propensa a credere che diventerebbero forcaioli assetati di sangue e vendetta nel giro di un minuto.
L’unica cosa ragionevole, adesso, è che questo ragazzo, a prescindere da come andranno le sue vicende giudiziarie, passi a vita a farsi rodere l’anima ogni giorno da un rimorso doloroso e infinito. E che i suoi lo amici gli diano conforto per questo, se amici sono.

Tweetnight

“A mention is any Twitter update that contains @username in the body of the tweet”, e in questa tweetnight @io sono contenuta nei body dei tweet
che mi rispondono, perché ho dei dubbi
che mi invidiano, perchè ho il tiramisu (IL tiramisu, quello definitivo)
che solidarizzano, perché ho visto un film deprimente
che mi dedicano una canzone e mi consigliano un libro
che mi fotografano, con quell’espressione da coniglio abbagliato
che mi salutano, mi raccontano giornate, mi insegnano cose, commentano le notizie, discutono di politica.

E di uno sonosciuto, che ci tiene a spiegarmi che se la casa discografica rifiuta le canzoni, il gruppo molto famoso le deve pubblicare sotto falso nome. E c’è ancora gente che di notte si annoia.

Il focolare di un amico

Ma c'è un luogo in cui possiamo sempre trovare qualcosa di autentico: il focolare di un amico, dove poter condividere le nostre piccole preoccupazioni, trovare calore e comprensione, dove i meschini egoismi sono inconcepibili e dove libri, vino e chiacchiere danno un significato diverso all'esistenza. Allora sappiamo di aver conquistato qualcosa che nessuna falsità può corrompere e ci sentiamo a casa.

 Kathrine Kressmann Taylor


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