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Amori Moderni

Due ragazze in metropolitana:

“(…) e allora gli ho detto che vado a Segrate a prendermi il biglietto e poi lo rivendo, perché con lui non ci voglio proprio andare!”

“Ma perché avete litigato?”

“Eh
Perché abbiamo litigato, abbiamo litigato perché…… boh vabbe’, comunque con lui non ci vado.”

Next door

  • Marito compra e installa acquario.
  • Conoscendo il soggetto, trattasi sicuramente di acquario da stramegamultimilardario con pesci esotici rarissimi e relitto di galeone spagnolo autentico del ‘600.
  • Marito parte per Dubai.
  • Moglie e Figlio se ne stracatafottono dell’acquario.
  • Il filtro s’intasa, l’acqua si sporca.
  • I pesci muoiono (per metà intossicati, per metà di fame).
  • Marito torna da Dubai.
  • Marito vede acquario distrutto con cadaveri di pesci galleggianti, e si altera lievissimamente.
  • Segue civile, pacato confronto.
  • Parola più usata da Marito: vaffanculo.
  • Parola più usata da Moglie: cazzo.
  • Concetto ripetutamente espresso da Marito: vaffanculo,siete due cerebrolesi, cosa ci vuole a star dietro a un acquario tutto automatico, vaffanculo?
  • Concetto ripetutamente espresso da Moglie e Figlio: cazzo, che cazzo vuoi, mica te l’abbiamo chiesto noi quel cazzo d’acquario, che cazzo pretendevi, che infilassimo le mani in quella cazzo di acqua sporca, cazzo?

Mentre tutto questo accade nell’appartamento accanto, io e Pino il tartarugo ninja, che da 27 anni vive nel suo acquario da poveraccio ma sempre tenuto pulito e nutrito e AMATO da me, ci sorridiamo e continuiamo a vivere felici.


Lingua perduta

Due persone si incontrano, si conoscono, si apprezzano, fanno un lungo tratto di strada insieme. Può essere un amore, un’amicizia, il rapporto con un maestro, una collaborazione lavorativa intensa.

Si sviluppa una lingua speciale, un codice, parole e gesti comuni ed esclusivi, un vocabolario per due persone sole, intenso, vivo.

E quando il rapporto finisce, “Mi sentivo sulle spalle tutto il peso di una lingua perduta”.

La parte più dolorosa della perdita, a volte.

Quel qualcuno

Quel, qualcuno. Incontrato per caso, come s’incontrano tutti: e si sa che è impossibile stabilire perché tra tutte le voci e i modi di ordinare un caffè e di baciare in cui ci imbattiamo, capita un uomo, capita una donna che ci raggiunge proprio lì, dove fa sempre freddo. Fatto sta che rimane. Perché passa un giorno, ne passa un altro, e quella persona è continuamente lì. In un primo momento si limita a fare da comparsa ai nostri giorni: c’è quando andiamo a cena, c’è quando passeggiamo, ogni tanto c’è quando ci addormentiamo e c’è quando ci risvegliamo. L’ogni tanto, soprattutto se non ce ne rendiamo conto, comincia a diventare sempre.

Chiara Gamberale

Tornando a casa #7

Lui è giovane e su di giri, nonostante la carrozza sia piena si agita, si muove avanti e indietro, poi la chiama,

“Amore mio ciao!

Amore sono troppo intelligente, sono stato grandissimo oggi, mi hanno affidato il progetto più importante: ho reinventato la vendita del frigorifero”.

Che tenerezza, a volte perfino quelli che urlano i fatti loro al cellulare nel caos della metropolitana sono adorabili!

Auguri a lui, al suo Amore e al reinventato frigorifero.

Il senso della vita

The true meaning of life is to plant trees, under whose shade you do not expect to sit.

Nelson Henderson

Tears

There is a sacredness in tears. They are not the mark of weakness, but of power. They speak more eloquently than ten thousand tongues. They are messengers of overwhelming grief…and unspeakable love.

Washington Irving

Delusioni

E’ bastata una frase, una domanda banale, e mi sono resa conto di quanti grovigli ho in testa, ma anche che con il tempo tante cose sono andate a mettersi a posto da sé, senza che io me ne accorgessi.
Sono certa di aver sofferto per amore, di aver pianto, perso il sonno e la fame e tutto il repertorio, ma alla domanda “Com’è stata la prima delusione d’amore?”penso e ripenso, e mi pare di non trovarne.
C’è stata la grande delusione di essere quella che non veniva nemmeno notata dal tipo tanto speciale che invece sembrava avere il tempo per tutte le altre. E c’è stato il dolore della storia che finiva (qui ci andrebbe il plurale per la verità, ma pazienza) dopo tanto tempo passato a credere che fosse la storia vera, la volta buona, l’Amore.
Eppure a distanza di tempo non ricordo quei momenti con dolore, ma sento una sorta di leggerezza, sento davvero che è stato bene così, che tutto è andato come doveva andare.
L’unico dolore vero, quello che è rimasto, è quello delle piccole cose; le bugie per giustificare le assenze, la mancanza di attenzioni, l’essere considerata a disposizione, scontata, facile: non più da conquistare, non da coltivare. La vera delusione d’amore non è la grande tragedia con urla e singhiozzi, ma l’amarezza del fan che finalmente incontra la diva; e si accorge che è una persona normale.

The Dancing Geeks

I Dancing Geeks li incontri alle sagre, alle feste di paese, in certe balere all’aperto nei pomeriggi d’estate.

Amano il liscio e i balli da sala. Non ballano particolarmente bene, ma li riconosci subito perché sono speciali.

Si sono fidanzati giovani, ai tempi della scuola forse, e poi sono stati sempre insieme, tutta una vita insieme. Tutta una vita a perfezionare non tanto i passi ma la loro armonia di coppia, e li vedi scivolare sulla pista così, perfettamente all’unisono, sorridenti e a loro agio tra le braccia della persona che li accompagna nelle danze e in tutto il resto.

Li immagini muoversi con la stessa perfetta armonia nella vita di tutti i giorni, nella cucina della loro casa, con i figli ormai grandi, con i nipotini.

E non puoi fare a meno di pensare che deve essere bello, proprio bello, essere il Dancing Geek di qualcuno.

Ho scoperto l’esistenza dei Dancing Geeks grazie ad un delizioso piccolo saggio di Robert Fulghum, al quale va tutta la mia gratitudine.

Smile

…..I want to make her smile like that, he thought.

I want to be the one.

I want to be the reason…..