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Il cielo è di tutti

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.

(Gianni Rodari)

«Le nozze gay sono solo una questione di tempo. La prossima generazione neppure si porrà il problema. Andrà così».

L’infinita tristezza di vivere in un Paese in cui 9/10 della politica si fanno superare sulla destra da Brad Pitt.

Il resto dell’intervista è qui.

Citazione

Life will break you. Nobo…

Life will break you. Nobody can protect you from that, and living alone won’t either, for solitude will also break you with its yearning. You have to love. You have to feel. It is the reason you are here on earth. You are here to risk your heart. You are here to be swallowed up. And when it happens that you are broken, or betrayed, or left, or hurt, or death brushes near, let yourself sit by an apple tree and listen to the apples falling all around you in heaps, wasting their sweetness. Tell yourself you tasted as many as you could.

-Louise Erdrich

Taste life

Happily unhappy

The unhappy person resents it when you try to cheer him up, because that means he has to stop dwelling on himself and start paying attention to the universe. Unhappiness is the ultimate form of self-indulgence. When you’re unhappy, you get to pay a lot of attention to yourself. You get to take yourself oh so very seriously.

Tom Robbins, Jitterbug Perfume

Pensatemi piano

Mi preparo un voluttuoso bagno tiepido pieno di schiuma, controllo la temperatura con la punta del piede, va bene, mi immergo.

Allungo la mano per prendere il sapone, e il pettine si tuffa nella schiuma. Solo dopo aver passato una quantità ridicola di tempo a cercarlo sul fondo della vasca mi sovviene che è di legno, e quindi galleggia. Finalmente lo recupero da sotto a un iceberg di schiuma densa, e mentre lo rimetto al suo posto plufff, cade il sapone.

Quello almeno è sicuramente finito sul fondo; tuttavia, come diceva Ramon Gomez de la Serna, Il pesce più difficile a pescarsi è il sapone nell’acqua, e infatti ci vogliono altri cinque minuti buoni.

Ora, forse  si è trattato solo di un momentaneo dissenso con la forza di gravità e col principio di Archimede. Ma casomai fosse vero che quando facciamo cadere le cose vuol dire che qualcuno ci sta pensando, d’ora in poi, per favore, pensatemi piano.

Ammirare

“Che rivoluzione auspica per la nostra società?”

“Che vediamo al governo persone migliori di noi. Ho voglia di ammirare: sono stanca di disprezzare.”

Lidia Ravera

La fascetta

La fascetta del nuovo romanzo, molte copie impilate accanto al’ingresso della libreria, recita:

Se Romeo e Giulietta nascessero oggi, quale odio li ucciderebbe?

Rimango a fissare la frase, immobile, inchiodata dai miei pensieri che immediatamente, essendo quelli di un’antica secchiona sempre pronta alle interrogazioni, diventano un elenco di risposte.

Lunghissimo. Sterminato.

Lo stesso odio di allora, tanto per cominciare, perché niente è davvero cambiato.

E poi quanti altri: di razza, di religione, di provenienza geografica, di differenze sociali, di fede calcistica, di litigi nel traffico, di questioni di condominio, di guerra, di lingua, di soldi…

Tutti stupidi, tutti inutili. Per quanto rifletta, io un motivo serio per odiare qualcuno non riesco mai a immaginarlo.

Però il mondo continua ad andare avanti così, inesorabilmente traboccante di odio stupido. Si può solo sperare di non diventare la Giulietta di una nuova tragedia.

You’re the real niggers

Oggi pomeriggio ho fatto una bella passeggiata per il centro di Milano, e mi sono veramente avvilita. Avvilita e anche parecchio offesa.

Perché chiunque cerchi di guadagnare voti affiggendo cartelloni come questo

mi sta dicendo: “Tu, Milanese, sei una razzista inospitale egoista, e quindi voterai per noi, che invece di accogliere ed aiutare facciamo i pogrom, gli sgomberi, buttiamo la gente in strada, cacciamo i bambini dalle scuole; che invece di rispettare la libertà religiosa di tutti vogliamo fare i fondamentalisti cattolici a casa tua”.

A questi signori, così profondamente diversi dai Milanesi veri, che sono persone ospitali, riservate ma generose, gentili e tolleranti, vorrei ricordare che

“I nomadi qualche volta rubano, ma molto meno dei domiciliati a Montecarlo” (S. Benni).

E con molto piacere dedico loro questa canzone, della quale li invito a studiarsi il testo.

YOU’RE THE REAL NIGGERS!

Malaria

Dati della Organizzazione Mondiale della Sanità (2009):

“Circa 3.3 miliardi di persone – metà della popolazione mondiale – sono a rischio di malaria. Ogni anno, questo porta a 250 milioni di casi di malaria e a quasi un milione di morti. I popoli dei Paesi più poveri sono i più vulnerabili.

La malaria è un problema particolarmente grave in Africa, dove una morte infantile su cinque (20%) è dovuta agli effetti di questa malattia. Un bambino Africano ha in media da  1.6 a 5.4 episodi di febbre malarica all’anno. E ogni 30 secondi un bambino muore di malaria.”

Dati terrificanti. E quindi dobbiamo assolutamente impegnarci, lavorare, ricercare, investire, fare di tutto perché questa terribile malattia venga finalmente debellata.

Per salvare quei poveri bambini?

Ma nooooooooooo…..: perché le pillole per la profilassi antimalarica fanno venire i giramenti di testa a Ian Somerhalder, povero coccolino.

L’ho letto di fretta…

…ieri, mentre prendevo un aereo al volo, e un paio di frasi mi si sono attaccate:

“Ora che l’intelligence statunitense ha riscattato gli errori del passato, e ha dimostrato che Al Qaeda si sconfigge con una guerra di spie e non bombardando villaggi sperduti, è tempo di riportare le truppe a casa”.

“Bin Laden sarà pure morto crivellato sotto i proiettili delle forze speciali USA, ma la sua fine politica l’hanno decretata, in questi ultimi mesi, i milioni di giovani arabi che sono scesi in piazza e spesso sono morti per valori come i diritti umani, la libertà, e la democrazia”.

Richard Ambrosini

Ecco, mi piace pensarla così.