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Digressione

Ieri sera, ben oltre l’orario d’ufficio, ho ricevuto la chiamata di una persona a cui avevo più volte sollecitato l’invio di materiali relativi ad un progetto su cui stiamo lavorando: all’inizio era seccata perché sosteneva di aver mandato il tutto … Continua a leggere

Che strano, che bello, che fatica.

Che giornata assurda, questa…

Al mattino, il caos, i mobili da spostare, i traslochi, noi confusi, soli, le tante domande a cui non sappiamo rispondere,  nessuno a cui rivolgerci per capire come andare avanti.

Il pomeriggio un funerale tragico, una morte assurda, inaccettabile, l’amico distrutto, lo stordimento che rende incapaci di formulare pensieri, di trovare parole.

La sera il regalo meraviglioso di un lavoro recitato splendidamente, un piccolo gruppo di amici, un ambiente accogliente, rivedere persone, godere di nuovo il potere della parola che sembrava impossibile da ritrovare fino a due ore prima, farsi coraggio insieme.

Che strano, che bello, che fatica.

Che stai dicendo?

Sono tornata a casa da tre giorni, ma tutto il contenuto di zaino e valigia è ancora sparso sul pavimento e mi costringe a stupide gimcane.

Ieri sera ero così stanca che mi sono rovesciata addosso una bottiglia di coca cola, poi sono andata a letto e mi sono addormentata con la luce accesa.

Oggi mi sono svegliata con la testa ovattata, non riuscivo a concentrarmi, sul lavoro ho rimandato a domani tutte le cose davvero importanti per non far danni.

Ho sempre fame, e mangio tonnellate di schifezze.

Questa sera mi si deve essere rotto un tubo nella testa, perché qualunque cosa legga o guardi in TV mi fa venire da piangere.

E poi per caso leggo questo

Che cosa mi sta dicendo, l’involucro? Che cosa significa tutta questa confusione lacrimosa? Questa stanchezza, questa malavoglia?

Si accettano suggerimenti. Io tra un po’, se non si decide a parlarmi, passo alla tortura.

A volte ritornano

Ci sono "cose" (luoghi, persone, fatti, oggetti, animali, gusti, colori……) che hanno fatto parte del nostro passato.

Lo hanno riempito, lo hanno colorato, gli hanno dato significato, ci hanno fatto ridere, piangere, sognare, soffrire.
Hanno fatto di noi ciò che siamo, hanno indirizzato le nostre scelte, ci hanno fatto prendere la strada su cui ancora stiamo viaggiando.
Sono state…. e non sono più. 
Stanno lì tra gli altri ricordi, ben riposte e ripiegate, e col tempo anche quelle meno gradevoli hanno smesso di fare male, e le abbiamo accolte come parte essenziale di noi…
Ma se ritornano?
Se si ripropongono, in tutta la loro reale durezza, senza più la patina dolce del ricordo lontano, se tornano indietro come peperoni mal cucinati… panico.
Che fare, che farne ora?

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