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Teppista

Ha al massimo 5 anni, i capelli biondissimi arruffati e un braccio rotto. Ma se ne frega, e si comporta da perfetto selvaggio: gioca a tirare sassi mentre corre sull’orlo della scarpata, si arrampica sul tetto per lanciare le pigne in testa ai suoi amici, impara a camminare sul filo teso tra due alberi (e siccome camminare non basta ci salta pure sopra), pretende di mangiare uova al tegamino e salsiccia per merenda.

La madre non esiste o è scappata, e come darle torto: il padre è peggio del figlio, saltella sul filo con lui e gli corre dietro ruggendo, mentre il piccolo teppista scappa e strilla, rintronando tutti gli alpinisti del rifugio (gente seria, gli alpinisti, molto molto molto seria).

Dopo la lunga salita-discesa-risalita per arrivare lì mi diverto a guardarlo, mentre lui fa il matto imperversando ovunque.

Dopo cena ricompare all’improvviso trasformato: il pigiamino azzurro, il pupazzo in braccio, perfino il ciuccio in bocca, mi guarda con gli occhioni azzurri, “Gute Nacht”.

Buona notte, teppista =)

Oggi festeggiamo

Il tartufo bianco è costato uno sproposito, e giustamente se ne sta al centro della cucina, che trabocca di profumo.

I tagliolini fatti a mano sono pronti per essere calati nell’acqua bollente.

Il vino è così importante che abbiamo portato i bicchieri da un’altra casa, perché fossero quelli più adatti.

Tutti si aggirano allegri tra la cucina e la sala da pranzo, con la tovaglia bella, i piatti del servizio buono, il pane fresco, mentre la bimba corre avanti e indietro con un enorme barbapapà rosa in braccio.

Fuori fa freddo e piove, a me fa male il fianco, ma non ci importa. Chi aveva perso il lavoro, dopo un anno di sofferenze e sentimenti di umiliazione e vergogna finalmente può ricominciare.

Finalmente oggi festeggiamo.

Lingue di pappagallo

Quando ero piccola mia nonna mi sembrava una strega: preparava pietanze meravigliose, si muoveva precisa in cucina, conosceva a memoria tutte le ricette. Non le serviva la bilancia, aggiustava ad occhio la densità delle salse, l’equilibrio dei sapori, ed era tutto perfetto.

Io però ero una sciagurata e a volte mi lamentavo, o chiedevo un piatto diverso. Lei, sempre, rispondeva “Mi dispiace sai, le lingue di pappagallo le abbiamo finite, mangia questo”.

Io mangiavo, ma poi passavo ore a cercare di immaginarmele: chissà come saranno, queste lingue di pappagallo.

Ora sospetto che non le abbia mai assaggiate nessuno, e per giunta sono vegetariana e mi farebbero orrore, ma nella miglior cena non consumata mia nonna è seduta tutta elegante ad un tavolo ben apparecchiato, e un cameriere le serve lingue di pappagallo cucinate in cento modi diversi.

Nonna volante

…ché nonna “al” volante, per lei, è troppo poco.

Era nata nel 1908, e ricordava di quando i tram a cavalli fermavano in Piazza del Duomo, davanti alla cattedrale. Lo ricordava e s’incazzava, perché da quando la piazza è chiusa al traffico si perde un sacco di tempo a girarci intorno, tra sensi unici che “ai miei tempi mica si sognavano” e mancanza di parcheggi.

Quei famosi tram e calessi – e qualunque altro mezzo a propulsione equina la avesse trasportata in gioventù – dovevano essere davvero noiosi, perché appena possibile lei si diede alla guida delle automobili.

Con lo stesso entusiasmo con cui aveva accolto l’arrivo in casa di corrente elettrica ed acqua calda, prese a rubare l’auto di suo padre, e arrivò all’esame di guida sapendone più dell’ingegnere – che già trovava assurdo che una donna pretendesse di guidare, ma che ci riuscisse pure… “Roba de’ matt”, aveva detto scandalizzato, e lei lo raccontava compiaciuta e civettuola.

Ebbe anche una Topolino (amaranto come da copione), ma non poteva durare: lei voleva sempre l’auto più veloce. L’ultima fu una specie di astronave, piena di servosterzi e servofreni e servocosi elettronici e ARIA CONDIZIONATA!!!! – Che non venne mai messa in funzione, perché la nonna la gh’aveva i dulur.

Guidò fino all’ultimo, e non prese mai una multa. Non perché andasse piano, sospetto, ma perché neppure i vigili credevano ai loro occhi quando la fermavano…

Ora a volte penso che mio padre cominci ad essere troppo anziano per guidare, mi sembra che abbia i riflessi un po’ appannati, e mi preoccupo. Ma come potrò mai dirlo a lui, il figlio della nonna volante?

Un anno di ziitudine


Un anno fa, alle 00.08, nasceva Valentina: dopo 30 ore di strenua resistenza, permetteva finalmente alla sua esausta madre di scodellarla in un mondo dove il suo compleanno sarebbe per sempre caduto in un giorno di festa, amen.

Ne consegue che, almeno per i prossimi 12 anni, il mio primo maggio sarà poco giornata del lavoro e molto Giornata della Zia; poi la piccola ci manderà tutti a fare in bagno e si festeggerà il compleanno in proprio uscendo a ubriacarsi con gli amici, così come si deve.

Al momento però lei è piccolissima e deliziosa, e io devo affrontare il mio primo complezia con un minimo di dignità: non rubare i dolci ai bambini; non rotolarmi con loro sul tappeto facendo cadere come birilli gli Invitati Seri; non dire, dopo 3 ore ti tirate di capelli e canzoncine, che Erode aveva ragione (non a voce alta, almeno).

Dopo lunga preparazione spirituale volta ad affrontare la situazione al meglio delle mie possibilità, prendo il sacchetto bellissimo pieno di regali belissimissimi, esco, e vengo subito accolta da un enorme cartellone che recita: PUZZOLE ALLA RISCOSSA – TI TOGLIERANNO IL FIATO. Cominciamo bene.

Per fortuna dal cartellone adiacente gli occhi da strega della modella della Parah mi trafiggono crudeli, riportandomi all’ordine. Dura poco: sulla metropolitana estraggo il libro da zia appositamente acquistato per l’occasione, comincio a leggerlo, e in meno di 4 minuti mi sto pelando dal ridere sotto gli sguardi sbigottiti e vagamente disgustati degli altri passeggeri.

Alla festa tutti sono arrivati in ritardassimo perché labimbadormiva ilbimboavevailmaldipancia ecceteraeccetera, io nel frattempo rosicchiavo le posatine di plastica per non morire d’inedia. 

L’evento è stato poi un guazzabuglio indescrivibile, per cui a descriverlo non provo, se non per annotare che tutti i grandi parlavano tra loro a voce altissima per coprire il frastuono generale, che così aumentava; i bimbi gattonavano / strisciavano / camminavano beati qua e là senza che nessuno li badasse; e io alla fine mi sono ritrovata la scollatura piena di graffi, il vestitino impastato di crema pasticciera e un timpano sfondato dallo scoppio di un palloncino: date le premesse, davvero niente male.

 

Ora finalmente sono a casa mia, una casa meravigliosamente silenziosa in cui non è coperta di saliva la metà delle suppellettili, e nessuno strappa le pagine dei miei libri.

 

Fare la zia è davvero una cosa meravigliosa – 1 giorno alla settimana e non di più.

 

PS: La mia nipotella era bellissima, io sono palesemente la sua Zia Preferita, e per giunta non ho nominato Erode nemmeno una volta. Sono molto fiera di noi.


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Tweeting Xmas

Quest'anno la mia famiglia ha avuto un Natale, come dire, un tantinello movimentato.

Volevo provare a concentrarmi sulla sequenza degli eventi, per poi riscriverli per bene in un bel racconto che magari fosse anche divertente, ma perché perdere tempo… in fondo avevo twittato tutto in diretta.
E allora eccola, tweet per tweet, la fredda cronaca; per la quale probabilmente la mia famiglia mi ucciderà.

  


"Vieni alle 11! no alle 12! Non portare i regali! Portali, ma solo quelli della bambina!" OK, anche quest'anno è tutto perfettamente organizzato 10:51 AM Dec 25th 


.   The clash of the titans: sfida tra consuocere, cucina milanese vs barese. Io, innocente civile vittima del fuoco amico 11:17 AM Dec 25th 

Metto il mio migliore vestito rosso, così in caso di tragedia lascio un bel cadavere 11:19 AM Dec 25th

Breaking niuz: quelli da cui si dovrebbe tenere il pranzo sono all'ospedale a far visitare la bimba. Rifiutano tuttavia di cedere l'organizzazione 11:53 AM Dec 25th

Tutta la famiglia attende trepidante di conoscere l'ora in cui recarsi al pranzo. Forse. Io intanto mastico il vestito appena stirato 11:54 AM Dec 25th 

Essendo chiaramente imparentata con un branco di pazzi, attendo da un momento all'altro che uno di loro tiri una teglia di lasagna a Obama 12:01 PM Dec 25th



Mi vedrete intervistata da Studio Aperto "sì, era un po' strano, ma in fondo tanto buonino…" 12:02 PM Dec 25th

Ostentando nervoso ottimismo preparo al trasporto i soli regali per la bimba, come da istruzioni. La bimba intanto è ostaggio in ospedale 12:14 PM Dec 25th



….. Dove sicuramente si farà velocissimamente, chè il 25 dicembre TUTTI i medici sono in servizio 12:15 PM Dec 25th

Per la cronaca, la bimba è stata male l'altroieri; la si porta in ospedale oggi perché è più divertente 12:18 PM Dec 25th

  


More breaking niuz: il Natale è definitivamente annullato. Lascio il vestito rosso a migliori occasioni e mi accingo a mangiare da sola 12:28 PM Dec 25th

La bimba sta bene, i genitori PRETENDONO di averci comunque a pranzo. Stremata, ripongo il cibo in frigo, rimetto il vestito rosso eccetera 12:49 PM Dec 25th



….. Il primo che si lamenta dei SUOI parenti, gli spezzo le gambucce 12:50 PM Dec 25th

  


Si parte! Addio…. 1:07 PM Dec 25th



Siamo arrivati! Mangia solo la bimba, che ovviamente non è mai stata meglio. Noi siamo ancora in castigo 1:47 PM Dec 25th

La padrona di casa si fa simpaticamente una doccia, mentre gli ospiti vagano sconsolati e rassegnati al peggio 1:52 PM Dec 25th

Siamo quasi a tavola… A più tardi! 2:01 PM Dec 25th

Il popolo adora l'agnello sacrificale. Che non cuoce, per dispetto 2:58 PM Dec 25th

Il partito "prima la frutta" intavola una trattativa con i leader di "prima il dolce" 4:58 PM Dec 25th



La cuoca porta caffè già pronti, sbagliando a zuccherare tutte le volte: sconsigliata la carriera di veggente 5:10 PM Dec 25th

È fatta! Rientro viva e vegeta nella mia tana da scapola e bacio il parquet con commossa gratitudine. Domani secondo pranzo natalizio 7:12 PM Dec 25th 

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