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Letture metropolitane

Adoro questa stagione: la stagione dei racconti da leggere in metropolitana.
Quando il juke-box di Subway si riempre di libriccini io sono tutta contenta, al punto da voler condividere la mia gioia con tutti voi sfortunati che avete le automobili o che vi spostate con i mezzi di superficie o che state in una città senza Subway.

I racconti di quest’anno (e di tutti gli anni passati) si trovano qui.

Enjoy.

Teppista

Ha al massimo 5 anni, i capelli biondissimi arruffati e un braccio rotto. Ma se ne frega, e si comporta da perfetto selvaggio: gioca a tirare sassi mentre corre sull’orlo della scarpata, si arrampica sul tetto per lanciare le pigne in testa ai suoi amici, impara a camminare sul filo teso tra due alberi (e siccome camminare non basta ci salta pure sopra), pretende di mangiare uova al tegamino e salsiccia per merenda.

La madre non esiste o è scappata, e come darle torto: il padre è peggio del figlio, saltella sul filo con lui e gli corre dietro ruggendo, mentre il piccolo teppista scappa e strilla, rintronando tutti gli alpinisti del rifugio (gente seria, gli alpinisti, molto molto molto seria).

Dopo la lunga salita-discesa-risalita per arrivare lì mi diverto a guardarlo, mentre lui fa il matto imperversando ovunque.

Dopo cena ricompare all’improvviso trasformato: il pigiamino azzurro, il pupazzo in braccio, perfino il ciuccio in bocca, mi guarda con gli occhioni azzurri, “Gute Nacht”.

Buona notte, teppista =)

Piccole Felicità Improvvise #1

Il primo annuncio di primavera

Racconto il mio corpo

Racconto il mio corpo, per pareggiare il conto, perché ogni giorno è il corpo a raccontarmi – e racconta tutto, senza nascondere, per galanteria, quel che vorrei tenere per me.
Mostra tutte le cicatrici, per far sapere che sono goffa, che inciampo, che ogni tanto devo farmi ricucire. Dice che da piccola mangiavo poco, perché sono l’unica bassa in una famiglia di spilungoni. Fa sapere a tutti da dove vengo, così bionda e pallida.
Ha raccontato tutte le mie età, prima con la voglia di correre, poi con quella di mettermi comoda a leggere, e alla fine sfasciandosi in un incidente mi ha definitivamente chiarito che le cose da ragazzina non si fanno più.
Io, che sono più gentile, racconterò che gli sono davvero grata per la resistenza nelle lunghe passeggiate in montagna, per la vista perfetta, perché dormo bene, perché è così adatto ai miei vestitini frou frou e ai tacchi… gli dirò che è stato bellissimo correre come pazzi sulla Graziella, fare più di 3200 metri di dislivello in un giorno, stirarsi come gatti ai corsi di yoga, rotolare nell’erba d’estate, e tutte le altre cose che lui sa. E spero che avremo molto altro da dirci, sempre.

Smile

…..I want to make her smile like that, he thought.

I want to be the one.

I want to be the reason…..