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Incubo

Magari una sera esci con gli amici per un aperitivo, e a causa della solita ressa nel locale ti trovi seduta appiccicata a un ragazzo carino. Ti presenti, e chiacchierando scopri che è anche simpatico, spiritoso, interessante. Per farla breve, dopo una piacevole serata in cui ti sei dimenticata degli amici per dedicare tutte le tue attenzioni al ragazzo appena conosciuto acconsenti ad andare a casa sua, e scopri che…

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AAAARRRRGGGGGGHHHHHH!!!!!!

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Azzurro cercasi

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A parte il regno, il castello e quelle cose lì, una principessa minimamente professionale deve avere un principe.

Preferibilmente ma non obbligatoriamente azzurro, e poi bello, onesto, ardimentoso, saggio, ricco, generoso eccetera.

Incredibilmente qui alla Pink House l’articolo scarseggia, quindi mi rivolgo agli adorati sudditi e ai viandanti di passaggio perché me ne trovino uno.

Vi prego, miei cari e care, mandatemi una lista di almeno 10 candidati tra cui io possa scegliere il più bello del reame. Poi vi invito alle nozze reali e vi faccio anche servire il bis della torta.

Attendo trepidante ed emozionata, e non vedo l’ora do poter essere svegliata da baci incantati invece che dalla sveglia. Alla prossima puntata.

Puro e semplice

Tutte le mattine attrverso i tunnel sotto la stazione, e lo vedo: sul muro grigio, vicino all’uscita, un graffito diverso da tutti gli altri: è una semplice scritta in nero, invece che un disegno a colori acidi; è in corsivo, scritta in bella grafia, tutta ordinata, senza svolazzi né stravaganze.

Quel muro è sempre sporco, come del resto tutto il tunnel, che viene spesso utilizzato come bagno pubblico; quindi viene ritinteggiato di frequente, nel solito grigio monotono – e subito, prima fra tutte, ricompare esattamente nello stesso punto quella scritta, che dice:

“puro e semplice come la ragazza che amo”.

Puro e semplice.

Semplice lo è di certo, ma accidenti amico mio, se ti piace tanto la purezza perché ti ostini a sporcare quel muro?

My Religion

Post (aggiornabile nel tempo) sulle poche ma granitiche certezze che ho conquistato nella vita:

  • la matematica è poesia
  • se deve essere cucinato, non è commestibile
  • il cioccolato non è mai troppo
  • se non sopravvive alla mia lavasciuga, non è un vestito
  • non può piovere per sempre
  • se non hanno i tacchi, non sono scarpe (e le ballerine sono una bestemmia)
  • Milano è sempre meravigliosa. Sempre.
  • non ci si può fidare della gente che non mangia
  • La French manicure dovrebbe essere proibita in generale, e punita con l’amputazione se fatta alle unghie dei piedi
  • il Martini è il sale della vita
  • if it’s too loud, you’re too old
  • i libri non vanno a male (corollario: comprane quanti più puoi, e prima o poi l’infinita bontà dell’universo ti farà dono del tempo per leggerli)
  • esistono due soli generi di musica: quella buona, e quella no. Meglio della musica buona c’è solo il silenzio.
  • chi sorride non è mai brutto.
  • non prendertela: non è importante.

Nervosismi meteorologici

Abbiamo avuto la primavera più corta e più triste degli ultimi millantamila anni, o forse non l'abbiamo avuta affatto.

Abbiamo affrontato marzo, aprile e maggio fasciati in trench scuri ben allacciati e con pesanti stivali idrorepellenti ai piedi, mentre deliziosi sandaletti e abitini frou frou giacevano, infelici, in armadi e cantine.
Abbiamo assistito impotenti allo spegnimento dei riscaldamenti domestici, per poi morire di freddo inutilmente avvoltolati nei piumoni.
Abbiamo starnutito, tossito, tremato, sofferto.
Poi finalmente ci sono stati due (DUE!) giorni di sole.
Finalmente ci si sono asciugate le ossa, finalmente ci siamo tolti, un po' timidamente, le calze, ed abbiamo provato l'ebbrezza di uscire senza giacca.
E ora c'è già un sacco di gente che si lamenta per il caldo.
Allora cari, io ho controllato: oggi è lunedì, e per mercoledì è già previsto il ritorno del cattivo tempo, che durerà per giorni e giorni e giorni. E allora spero che i fulmini che avete tanto bramato vi trafiggano con millimetrica precisione. Ché poi io vorrei rimettermi la gonnellina e godermi l'estate.

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Dormiveglia

Il terreno è brullo, completamente coperto di un fango argilloso da cui spunta una vegetazione fitta e spettrale.

Non c’è nessun accenno di verde: i rami dritti degli arbusti non hanno nemmeno una foglia. La luce è livida; il cielo non si vede, ma è sicuramente grigio di nubi basse, impenetrabili, pesanti.

L’aria è umida e malsana.

Un gruppo di bambini, accompagnati da una donna, probabilmente un’insegnante, forma un cerchio irregolare nel poco spazio concesso dagli arbusti fitti. Poco più in là scorre un torrente.

Passo accanto ai bambini silenziosi, che non si curano di me, e arrivo alla riva del torrente, alta e scoscesa.

L’acqua bassa che scorre laggiù nel letto del fiume è lattiginosa di fango.

Colgo con la coda dell’occhio un movimento sulla parete scoscesa dell’argine, e mi volto a guardare.

Un enorme serpente, arrotolato come un gomitolo, si sta muovendo nel fango poco sotto il limite dell’argine. E poco più sotto un altro, ancora più grosso, striscia lentamente verso l’alto in direzione del compagno.

A livello dell’acqua colgo un nuovo movimento: mi volto a guardare, e vedo il muso e parte del collo di una giraffa, che si sforza di girare la testa per potermi guardare.

Decido di fotografare i serpenti e apro il marsupio che porto in vita per estrarre il cellulare, ma subito milioni di formiche brunite spuntate da chissà dove entrano nel marsupio e lo invadono completamente. Sotto al loro brulicare frenetico il telefono non si intravvede nemmeno, mentre spuntano a tratti il dorso e la sommità della testa del piccolo scoiattolo impagliato che portavo con me.

Io rimango ferma, guardando alternativamente i serpenti che strisciano l’uno verso l’altro sotto l’argine del torrente e le formiche che continuano ad agitarsi intorno al corpicino fulvo dello scoiattolo.

 

Poi mi sveglio.

 

Freud aiutami tu.


Mud

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Join the Revolution

Io pago le tasse – TUTTE le tasse.

Non mi sono mai fatta raccomandare.
Non dico mai bugie.
Non ho mai disobbedito alla mamma.
Non imbroglio.
Non tradisco.
Rispetto le regole, tutte le regole, anche quelle che non condivido – perché se una regola è sbagliata va cambiata, non aggirata.
Ho sempre pagato il canone – e non ho più il televisore!
Quando avevo l'auto, non parcheggiavo in doppia fila.
Se sbaglio, ammetto i miei errori; poi chiedo scusa; poi mi faccio un culo quadro per riparare.
Non arrivo in ritardo.
Sono onesta.
Non ho mai rubato nulla.
Non ho nemmeno mai bigiato a scuola.
Non alzo la voce, non mi arrabbio, non offendo.
Non penso di avere sempre ragione.
Non ti chiedo provenienza, preferenze sessuali, religione, opinione politica prima di decidere se mi va di ascoltarti.
Dico grazie, prego, scusa.
Sono educata e gentile, e sorrido spesso.
IO SONO LA RIVOLUZIONE

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