Archivi tag: la vita è dura

Intellettuali alle crociate

Impazza ultimamente in rete la nobile crociata alla caccia del bimbominkia, da parte di adulti che evidentemente a 14 anni erano tutti filosofi, ingegneri, teologi e scienziati.

In gioventù costoro dovevano essere tanto presi dai loro studi e dalle loro imprese intellettuali da non essersi accorti che durante l’adolescenza è normale essere un po’ scemini, adorare giovani cantanti / attori fighetti, dire stupidaggini e leggere libri di scarso peso letterario ma pieni di pathos e avventura e ammmore (però le K no, non ci sono neanche in quei libri lì).

Personalmente, essendo a mia volta adulta e vaccinata (ahimè) da quel pezzo, il bimbominkia medio non lo trovo particolarmente amabile, lo ammetto… ma coloro che vogliono eliminare l’adolescenza dalla storia dell’umanità sono veramente vecchi. Anzi, ormai sono morti.

Are You Crazy, Sir?


Il collega mi dice, "Ecco, tu sei il tipo che gli uomini li fa impazzire", ma io nego recisamente ogni addebito: loro sono già pazzi quando mi incontrano, solo che non lo sanno.

Non lo sanno perché ingabbiati in anni di relazioni con donne castranti, esigenti, piagnucolose, rompicoglioni.
Quando incontrano me, che vivo e lascio vivere, improvvisamente si risvegliano, fioriscono, esplodono, risplendono.
E poi fuggono, terrorizzati.

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Un anno di ziitudine


Un anno fa, alle 00.08, nasceva Valentina: dopo 30 ore di strenua resistenza, permetteva finalmente alla sua esausta madre di scodellarla in un mondo dove il suo compleanno sarebbe per sempre caduto in un giorno di festa, amen.

Ne consegue che, almeno per i prossimi 12 anni, il mio primo maggio sarà poco giornata del lavoro e molto Giornata della Zia; poi la piccola ci manderà tutti a fare in bagno e si festeggerà il compleanno in proprio uscendo a ubriacarsi con gli amici, così come si deve.

Al momento però lei è piccolissima e deliziosa, e io devo affrontare il mio primo complezia con un minimo di dignità: non rubare i dolci ai bambini; non rotolarmi con loro sul tappeto facendo cadere come birilli gli Invitati Seri; non dire, dopo 3 ore ti tirate di capelli e canzoncine, che Erode aveva ragione (non a voce alta, almeno).

Dopo lunga preparazione spirituale volta ad affrontare la situazione al meglio delle mie possibilità, prendo il sacchetto bellissimo pieno di regali belissimissimi, esco, e vengo subito accolta da un enorme cartellone che recita: PUZZOLE ALLA RISCOSSA – TI TOGLIERANNO IL FIATO. Cominciamo bene.

Per fortuna dal cartellone adiacente gli occhi da strega della modella della Parah mi trafiggono crudeli, riportandomi all’ordine. Dura poco: sulla metropolitana estraggo il libro da zia appositamente acquistato per l’occasione, comincio a leggerlo, e in meno di 4 minuti mi sto pelando dal ridere sotto gli sguardi sbigottiti e vagamente disgustati degli altri passeggeri.

Alla festa tutti sono arrivati in ritardassimo perché labimbadormiva ilbimboavevailmaldipancia ecceteraeccetera, io nel frattempo rosicchiavo le posatine di plastica per non morire d’inedia. 

L’evento è stato poi un guazzabuglio indescrivibile, per cui a descriverlo non provo, se non per annotare che tutti i grandi parlavano tra loro a voce altissima per coprire il frastuono generale, che così aumentava; i bimbi gattonavano / strisciavano / camminavano beati qua e là senza che nessuno li badasse; e io alla fine mi sono ritrovata la scollatura piena di graffi, il vestitino impastato di crema pasticciera e un timpano sfondato dallo scoppio di un palloncino: date le premesse, davvero niente male.

 

Ora finalmente sono a casa mia, una casa meravigliosamente silenziosa in cui non è coperta di saliva la metà delle suppellettili, e nessuno strappa le pagine dei miei libri.

 

Fare la zia è davvero una cosa meravigliosa – 1 giorno alla settimana e non di più.

 

PS: La mia nipotella era bellissima, io sono palesemente la sua Zia Preferita, e per giunta non ho nominato Erode nemmeno una volta. Sono molto fiera di noi.


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Stucco

Tra dolce e stucchevole esiste una fondamentale differenza che purtroppo davvero pochi tengono in considerazione.

Sia in cucina che nella vita.

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Join the Revolution

Io pago le tasse – TUTTE le tasse.

Non mi sono mai fatta raccomandare.
Non dico mai bugie.
Non ho mai disobbedito alla mamma.
Non imbroglio.
Non tradisco.
Rispetto le regole, tutte le regole, anche quelle che non condivido – perché se una regola è sbagliata va cambiata, non aggirata.
Ho sempre pagato il canone – e non ho più il televisore!
Quando avevo l'auto, non parcheggiavo in doppia fila.
Se sbaglio, ammetto i miei errori; poi chiedo scusa; poi mi faccio un culo quadro per riparare.
Non arrivo in ritardo.
Sono onesta.
Non ho mai rubato nulla.
Non ho nemmeno mai bigiato a scuola.
Non alzo la voce, non mi arrabbio, non offendo.
Non penso di avere sempre ragione.
Non ti chiedo provenienza, preferenze sessuali, religione, opinione politica prima di decidere se mi va di ascoltarti.
Dico grazie, prego, scusa.
Sono educata e gentile, e sorrido spesso.
IO SONO LA RIVOLUZIONE

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Un guasto idraulico

A volte capita: nell'acqua c'è un granello di sabbia. Quel granello entra nella tubatura, e lì rimane; giorno dopo giorno, trascinato dal movimento dell'acqua, quel granello passa e ripassa e ripassa sulla superficie interna del tubo, infinite volte. E anche se è solo un minuscolo granello di sabbia in un grosso tubo di metallo, un po' alla volta scava un piccolo buco, ed il tubo comincia a perdere.

Dev'essere andata così un paio di giorni fa, quando dopo il lavoro sono tornata a casa stanca e mi sono sdraiata un attimo. Senza preavviso, senza singhiozzi, senza apparente motivo le lacrime hanno cominciato a scendere, calde, rigandomi la faccia.

All'inizio ero sorpresa: non capivo che stesse succedendo, l'unica spiegazione possibile era un guasto idraulico.
Una guarnizione rotta forse? Ma no, era tutto a posto.

Allora ho cominciato a pensare ai miei granelli di sabbia;
Alle cattive notizie sulla salute di mio papà
A mio fratello che non trova lavoro
A me che sono stanca
A me che sono sola
Alla mamma che non ce la fa più…

E mentre ci pensavo, così come era cominciato il pianto si è interrotto. Le tante cose belle e felici della vita devono aver tappato il buco.
O forse era un avvertimento: mai dimenticare una sana manutenzione delle proprie tubature…
Devo cominciare a pensarci sul serio.


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Cerco l’uomo

Lo cerco, perché non lo trovo più.

Un bel ragazzo allegro e sorridente, che non sia sempre nervoso, tormentato, pieno di problemi, ma soprattutto che sia in grado di mantenere la stazione eretta….

E invece sembra che in questo periodo intorno a me l'uomo che amavo sia stato soppiantato dallo zerbino, dal servo della gleba, da un verme che striscia, da un masochista a cui piace che le donne gli manchino di rispetto, lo prendano in giro e gli tolgano la dignità, ammesso che ne abbia anche solo un paio d'etti.
Non so per quale sfortunatissimo inciucio cosmico stia andando così: non sono così pazza da pensare che l'uomo capace di avere idee proprie e orgoglio e schiena dritta sia estinto: semplicemente, rifiuta di incrociare il mio sentiero.
E naturalmente non ho in mente il bastardo senza cuore che secondo l'iconografia moderna noi donne preferiremmo ai bravi ragazzi (ma quando mai?), ma un uomo normale, tranquillo, risolto, sereno, dotato di quantitativi accettabili di autostima, capace di difendere le proprie idee e conservare i proprio spazi.
Cerco forse una versione maschile di me stessa, allora? 
No. Aspiro semplicemente ad un rapporto che sia equilibrato, alla pari, in cui si possa dare appoggio ma anche riceverne, avere la possibilità di fare scelte e prendere decisioni, ma anche qualche volta poter dire "Fai tu" – sapendo che farà.
Non voglio più veder scodinzolare, ché se mi piacesse mi sarei già comprata un cane. E va a finire che rimpiango troppo il passato… che passato è, e non torna indietro di sicuro. 
Ah, Diogene, prestami la lanterna…. e chissà che io non abbia maggior fortuna.

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