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Istruzioni per deprimersi

Istruzioni per deprimersi in un pomeriggio qualunque:

  1. scegliere un social network di proprio gradimento
  2. scrivere un post tipo “uffaaaaaa devo fare le pulizie in casa”
  3. contare in quanti rispondono “povera cara, vengo ad aiutarti” [circa 0]
  4. contare in quanti rispondono “brava, poi passa anche da me” [circa 728]
  5. spararsi in cesso
  6. se si sopravvive: eliminare la macchia di sangue con la candeggina, e smettere di scrivere post cretini.

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Chiuso per ferie

Durante le feste natalizie ho avuto una lunga vacanza, ancora più lunga delle mie striminzite ferie estive.

Due settimane abbondanti durante le quali avrei potuto fare tante cose, cose mie finalmente, e avevo già una bozza di elenco in testa durante le ultime giornate di lavoro: andare dal parrucchiere, fare shopping, ripulire la casa da cima a fondo, risistemare la cantina, andare in montagna, lavorare, studiare, leggere un bel po’ di libri, passare tempo con la famiglia e con gli amici, ascoltare musica, e naturalmente scriverne qui.

Alcune cose le ho davvero fatte, molte altre no. Ho preferito lasciare che il tempo scorresse mentre io lo osservavo, quasi senza partecipare. Sono uscita quando mi hanno cercata, ma per il resto me ne sono rimasta nel mio bozzolo, seduta, in silenzio, a farmi compagnia, ad ascoltare i miei pensieri, e poi, un po’ alla volta, a non pensare nemmeno più.

Mi ha fatto bene.

La fine

Ebbene sì.

Quando anche per le agenzie matrimoniali sei troppo vecchia per essere utilmente piazzata, è la fine.

Ho passato i 30 anni, e dunque sono, ufficialmente, una Vecchia Zitella, destinata ad una lunga vita di solitudine scaldata solo da gatti e brodini.

Abbattetemi.

Tornando a casa #2

Suppongo che mi si noti, con il trench color geranio e le scarpe dorate; perciò lui, magro, nervoso, i jeans troppo larghi, sale sulla metropolitana e subito si dirige verso di me, che sto leggendo il giornale.

Mi osserva per mezzo minuto, poi punta il dito sulla foto di un mostro in fondo alla pagina. “Che brutto, dice, che cos’è, uno zombi? È proprio brutto, eh? Mamma mia che brutto!”

Parliamo un po’ del mostro, ridiamo, si quieta.

Altro mezzo minuto e punta di nuovo il dito, questa volta sul titolo riguardante l’affaire tra due personaggi del mondo del gossip.

“Che schifo! Non le fa schifo?”.

È talmente impegnato a indicare i titoli che stacca le mani dai sostegni e alla prima frenata mi ruzzola addosso.

Io sono arrivata, scendo. Quante persone sole si incontrano, a Milano.

Tornando a casa #1

Il gatto si lamenta, non vuole viaggiare sulla metropolitana. O forse non gradisce che la signora accanto a lui legga un articolo sui cani.

L’articolo si intitola “Il nuovo Fido”; perché anche i cani, si sa, non sono più quelli di una volta.

Il giovane modaiolo in nero elegante e sopracciglia scolpite porta uno strepitoso paio di occhiali neri, nel tunnel, mentre fuori è buio.

Il titolare dell’autoscuola, come ogni sera, siede al tavolino del bar e si beve tutta la bottiglia di bianco, da solo.

E io avviandomi stanca verso casa barcollo per un’improvvisa vertigine. Passare per ubriaca proprio oggi che non ho bevuto, ecco, è da me.