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Sciopero!

Sono sempre d’accordo con chi sciopera per una giusta causa, e con i tempi cupi che corrono il diritto allo sciopero va protetto più e meglio dei panda.

Quindi non mi lamento affatto dello sciopero dei mezzi, ma della sfiga cosmica che ne fa coincidere la data con IL mio giorno di ferie.

Quel giorno che programmavo da mesi, curandolo come un cucciolo, perché fosse possibile incastrare nelle poche ore a disposizione tante cose a cui tenevo, non ultimo un concerto (costosissimo) di cui perderò la prima metà. Naturalmente se fossero questioni di vita o di morte investirei in una serie di viaggi in taxi, ma no, erano solo le mie cosine, le piccole tenere cose goduriose che si ha tanta voglia di fare nel proprio unico, speciale giorno di vacanza.

E mi va tutto all’aria. Che peccato.

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Stress da frattura

E’ sabato mattina, e sto facendo colazione.

Indosso un paio di jeans troppo larghi, che mai metterei per uscire, e una felpa gigantesca che addosso a me sembra una coperta.

Intorno a me, un disastro: la casa è disordinata, ci sono vestiti appoggiati agli schienali delle sedie, il piano della cucina è pieno di cibi e utensili ammonticchiati.

Ma chi è questa che abita in casa mia? Io non sono così! Io sono tutta precisina pulitina ordinatina, la mia casa è stata sempre ragionevolmente presentabile, ma soprattutto io sono una donna-con-la-gonna: mai insaccata in vestiti orrendi, mai in tuta, mai in pigiama, mai in ciabatte, nemmeno quando sono in casa da sola, semplicemente perché sono abituata a piacermi.

Per giunta sto per ricevere una visita, da parte di qualcuno a cui vorrei presentarmi al meglio, eppure non ce la faccio: i tacchi sono vietati fino a nuovo ordine, non posso mettere cibi e utensili sugli scaffali né appendere i vestiti nell’armadio perché non posso alzare le braccia, non posso spostare le riviste dal pavimento perché non riesco a chinarmi, e di lavarlo, il pavimento, non se ne parla proprio.

Ancora per due settimane, secondo il medico. Due settimane durante le quali vivrò in questo stato abietto sentendomi estranea a me stessa.

Le fratture da stress sono niente, rispetto allo stress da frattura.

Felicità sarebbe…

Felicità sarebbe fare un lungo bagno caldo, immersa nella schiuma morbida, magari con una mano gentile che mi lava la schiena.
Stare a scaldarmi nell’acqua tiepida in queste mattine d’autunno fredde e umide, sentire il corpo rattrappito che torna elastico, soffiare via le bolle.
Stirarmi come una gatta dentro la vasca, puntare i piedi sul bordo opposto, andare a fondo e poi riemergere.
Insaponarmi a lungo, farmi un bello scrub, un massaggio col guanto di crine, un lungo risciacquo.
Invece, anche in questi tempi pieni di carità e buone intenzioni di facciata in cui un’orchidea, un bonsai, una busta d’arance per la ricerca non si negano mai, dell’orticaria acquagenica non si interessa nessuno – e io, senza terapia, sono costretta a diventare campionessa mondiale di bagno veloce, un’insaponata e via.
È un’ingiustizia, però.

Usate la moda!

Vorrei dire alle donne di non avere paura della moda, di usare la moda”(Donatella Versace, 25.09.2010).

Gentile Donatella, ci tengo a chiarire che noi donne non abbiamo paura di niente, figuriamoci della moda.

Noi lavoriamo fuori casa, lavoriamo in casa, accudiamo uomini bambini animali, facciamo quadrare bilanci difficili avendo entrate risibili.

Noi riusciamo nonostante tutto a passare qualche bella serata con le amiche: un cinema, un aperitivo, una pizza. Ci divertiamo, ci distraiamo un po’, e poi torniamo a preoccuparci della fine del mese e della rata del mutuo.

Noi non usiamo la moda non per paura, ma perché non ce la possiamo permettere. Faccia una linea di capi da 50 €, e vedrà che glie li usiamo tutti.