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Most dangerous….

Negli anni ’80 leggevo Kerrang!, e mi ricordo benissimo un articolo intitolato “Mötley Crüe: the Most Dangerous Band in the World!”.

E via, pagine e pagine con foto eloquenti a descrivere uno stile di vita totalmente assurdo, party, alcol, donne, tonnellate di droghe pesanti.

Poco meno di 10 anni dopo, sempre Kerrang!, articolo praticamente uguale ma questa volta The Most Dangerous Band in the World erano i Guns’n’Roses.

Stessi party, stesso alcol, stesse donne (in termini quantitativi, ché erano le sorelline di quelle di 10 anni prima), stesse montagne di droghe.

E adesso che è passato tanto tempo, eccoli qua, i most dangerous leaders di quei gruppi, a congratularsi a vicenda di essere scelti come esempi positivi di pulizia e sobrietà da presentare ai giovani con problemi di dipendenza.

Times change, my friends (e meno male, ché io francamente li preferisco vivi)

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L’età dell’oro

Oggi, avendo molto da riordinare / pulire / spolverare in casa, ho giustamente deciso di scappare a godermi il sole con la scusa di comprare un oggetto di cui avevo bisogno (tempo per l’acquisto minuti 3, distanza casa-negozio minuti 6, tempo di permanenza fuori casa minuti 240).

All’andata ho incontrato lei: decisamente anziana nonostante i capelli tinti di un nero corvino, grosse sporte piene di spesa, postura curva, andatura lenta e faticosa, calze nere, sandali fetish da dominatrix.

Al ritorno ho incontrato lui: sicuramente parecchio sopra i 70, capelli candidi e folti sotto un berretto da baseball con logo di famosi pneumatici, tracolla di pelle borchiata, stivali Frye, jeans, chiodo di pelle Harley Davidson.

I nostri vecchietti sono fichissimi, e ci danno la biada. Applausi.

La fine

Ebbene sì.

Quando anche per le agenzie matrimoniali sei troppo vecchia per essere utilmente piazzata, è la fine.

Ho passato i 30 anni, e dunque sono, ufficialmente, una Vecchia Zitella, destinata ad una lunga vita di solitudine scaldata solo da gatti e brodini.

Abbattetemi.

The Dancing Geeks

I Dancing Geeks li incontri alle sagre, alle feste di paese, in certe balere all’aperto nei pomeriggi d’estate.

Amano il liscio e i balli da sala. Non ballano particolarmente bene, ma li riconosci subito perché sono speciali.

Si sono fidanzati giovani, ai tempi della scuola forse, e poi sono stati sempre insieme, tutta una vita insieme. Tutta una vita a perfezionare non tanto i passi ma la loro armonia di coppia, e li vedi scivolare sulla pista così, perfettamente all’unisono, sorridenti e a loro agio tra le braccia della persona che li accompagna nelle danze e in tutto il resto.

Li immagini muoversi con la stessa perfetta armonia nella vita di tutti i giorni, nella cucina della loro casa, con i figli ormai grandi, con i nipotini.

E non puoi fare a meno di pensare che deve essere bello, proprio bello, essere il Dancing Geek di qualcuno.

Ho scoperto l’esistenza dei Dancing Geeks grazie ad un delizioso piccolo saggio di Robert Fulghum, al quale va tutta la mia gratitudine.